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Categoria: Parlo di me

AFFARIDICUORE: RAP-PORTI

AFFARIDICUORE: RAP-PORTI

Il team di Affaridicuore ha incontrato tutte le prime classi dell’IIS Podesti Calzecchi Onesti di Ancona. Con ognuna di esse abbiamo trattato temi inerenti l’educazione affettiva, sentimentale e sessuale. Grazie a tutti i ragazzi: a chi è stato più attento e a chi meno!

Una nota di merito alle classi I H/L, I N e I G che si sono messe in gioco con sincerità, grande partecipazione, interesse ed entusiasmo.

Grazie ai Professori che ci hanno permesso di “intrometterci” nelle loro lezioni e un grazie caloroso alla Prof. Stella Carletti per l’impegno.

Oggi inizia la seconda parte del progetto Rap-porti: i nostri amici Rapper Alessandro e Lucio partono con il laboratorio rap!

Chi vuole partecipare può ancora farlo comunicando la sua adesione alla prof. Stella Carletti
Diamoci un taglio….mai più CUTTING!!!

Diamoci un taglio….mai più CUTTING!!!

Tagliarsi è un comportamento che spesso comincia nell’adolescenza, intorno agli undici anni, diffuso soprattutto tra le ragazze.
Non c’è un’unica spiegazione che renda conto dei motivi per cui una persona può decidere di tagliarsi. Se alcuni ragazzi e ragazze si tagliano, è per controllare e interrompere, in modo indiretto, un dolore mentale troppo forte, un’angoscia troppo intensa e insostenibile: preferiscono soffrire nel corpo che psicologicamente, preferiscono il dolore fisico al dolore emotivo e fanno in modo che il dolore fisico prenda il posto di quello mentale. Le ferite inflitte al corpo sono un mezzo estremo con cui lottare contro la sofferenza psicologica.
Per altri adolescenti tagliarsi è un modo per percepire di esistere ed essere vivi: meglio un dolore fisico che non sentire niente o sentirsi vuoti e inutili.
Tagliarsi dà l’illusione di un sollievo, a volte addirittura euforia, come se dai tagli fuoriuscissero finalmente le emozioni che non si riescono a tollerare dentro di sé: la disperazione, la tristezza, il sentirsi rifiutati, la solitudine e soprattutto la rabbia verso qualcun altro da cui si sente di dipendere e che si teme si allontani, che rischia però di essere ridiretta verso se stessi.
Tagliarsi, ma anche bruciarsi con le sigarette (burning) o marchiarsi a fuoco la pelle con un laser o un ferro rovente (branding) o grattarsi sino a farsi uscire il sangue, permette, in assenza di strategie più mature e funzionali, di ristabilire un equilibrio, di ricollocarsi nella propria vita, di esprimere la propria indipendenza affettiva dai genitori o una sfida nei confronti delle regole che questi ultimi vogliono imporre.
I segni e le cicatrici lasciati da questi gesti autodistruttivi racchiudono una sofferenza per la quale la persona non ha ancora trovato parole per raccontarla e spiegarla.
Cutting, burning e branding sono comportamenti frequenti durante l’adolescenza più di quanto si pensi. E questo non è un caso, se teniamo presente che il corpo che cambia, amato e al tempo stesso rifiutato, è il terreno di battaglia di ogni adolescente, di ogni ragazzo e ragazza.
Con il tagliarsi, l’adolescente cerca una disperata via d’uscita dalla fatica per lui insostenibile della crescita, dal senso di fallimento per il non sentirsi in grado di farcela a diventare grande.
Che fare dinanzi all’autolesionismo?
Reagire con rabbia, punizioni, colpevolizzare questi comportamenti autolesionistici come ragazzate o ridurli alla mera richiesta di attenzione non serve a molto.
Sono gesti che racchiudono una profonda sofferenza e sono considerati il miglior modo che la persona ha sinora trovato per far fronte ai suoi problemi e continuare a vivere. Probabilmente non ne è affatto fiera, anzi se ne vergogna e pensa che nessuno possa capire cosa prova.
Se si vuole aiutare un amico o un figlio che si taglia o si fa del male in altro modo, il punto di partenza è non giudicare e offrire sostegno. Offrire sostegno vuol dire evitare ultimatum, punizioni o minacce: se fosse stato facile, la persona avrebbe già smesso. Offrire sostegno significa anche aiutarla a riconoscere le emozioni e a gestirle in modo diverso che con i tagli, incoraggiarla a capire a che le serve tagliarsi e a individuare strade più sane per esprimere i suoi stati d’animo. Tutto questo non è facile da affrontare da soli e rivolgersi a un esperto è il più delle volte la cosa più sensata. Se ritieni utile parlarne più approfonditamente vienici a trovare allo Spazio Giovani del Consultorio Familiare (i giorni e gli orari li puoi trovare nella pagina Chi Siamo di questo sito).

 

Sondaggio: Quanto è importante per te avere il ragazzo/la ragazza?

Sondaggio: Quanto è importante per te avere il ragazzo/la ragazza?

Facciamo un sondaggio tra i nostri amici: Quanto è importante per te avere il ragazzo/la ragazza? Che risposta daresti se ti facessero questa domanda? Pubblichiamo riassunte alcune risposte ricevute…aspettiamo anche la tua! Scrivila nei commenti

Le risposte delle ragazze
“E’ importante perché ti fa sentire sempre speciale e importante con le sue attenzioni”
“E’ importante perché è uno che sta sempre dalla tua parte e ti aiuta quando hai problemi che ti creano ansia e stress come la scuola o quando litighi con i genitori”
“Alla mia età la cosa importante è divertirsi: il ragazzo ok basta che poi non inizi ad essere possessivo, a romperti su tutto: non puoi far quello e non puoi far questo…allora preferisco le mie amiche!”
“Ti aiuta a crescere, non pensi più solo a te stessa”
“E’ importante perché ti senti più bella, meno sfigata. Se sai che piaci al tuo ragazzo riesci ad essere a tuo agio anche in situazioni che all’inizio creano imbarazzo”
“E’ importante perché puoi fare nuove esperienze e questo poi ti aiuta a trovare la persona giusta”
“ Alla mia età non è indispensabile, ho un sacco di cosa da fare…arriverà al momento giusto”
“Se non ce l’hai e le tue amiche sì allora sei tagliata fuori”

Le risposte dei ragazzi
“ Se stai sempre solo con gli amici resti un po’ immaturo, una ragazza ti aiuta a crescere e a diventare più serio perché non pensi solo a te ma anche a lei”
“Alla mia età avere una ragazza può portarti ad isolarti dagli amici e a trascurali”
“E’ importante perché oltre ad essere la tua migliore amica c’è anche l’attrazione sessuale che ti rende felice”
“E’ importante perché puoi condividere le tue esperienze. Secondo me ci devono essere sia gli amici che la ragazza”
“Per me l’importante è sentirmi bene con me stesso….non la trovo una cosa necessaria a tutti i costi…deve essere quella giusta!”
“E’ importante perché è una persona che ti capisce, ti aiuta ed bello anche fare sesso con lei…stare solo con gli amici dopo un po’ non è il massimo!”

 

Quanta fretta, ma dove corri, dove vai?

Quanta fretta, ma dove corri, dove vai?

Se si pensa alle Avventure di Pinocchio, si pensa ad un classico destinato all’infanzia, ma è una lettura decisamente riduttiva di un’opera che, in realtà, è densa di attrattive realistiche e simboliche.

E allora proviamo a guardarlo in trasparenza questo libro e ci accorgeremo che parla di noi.

Le Avventure di Pinocchio rappresentano, infatti, il viaggio necessario alla trasformazione, un cammino di crescita personale, un percorso evolutivo.

Il nostro eroe altro non è che un pezzo di legno, un legno atipico, a dire il vero, un burattino  in grado di parlare, ma anche di sognare, di avere aspirazioni  e saranno proprio queste aspirazioni a spingerlo,  attraverso rocambolesche vicende, verso la trasformazione.

Pinocchio corre, salta da un’avventura all’altra, si ribella,  scappa di casa, abbandona la scuola, dice bugie e non appena ha le gambe, le usa per fuggire  da un mondo dove l’adulto ha  sempre ragione e il ragazzo deve essere accompagnato, ma non ascoltato, perché la sua voce è capricciosa, instabile, irragionevole, scriteriata.

E’curioso, impulsivo, ingenuo  e si lascia trascinare in situazioni pericolose, si allontana e ritorna, conosce personaggi ambigui, ma spinto dalla propria aspirazione al cambiamento, matura, cresce e infine si trasforma.

Impara a sue spese che il Paese dei balocchi è un’ illusione, che esistono falsi amici, come esistono buoni maestri.

Pinocchio nella sua epopea, non combatte contro i draghi, non vince tornei.  Il suo premio è più “rilevante”: diventa “vero”, diventa uomo, un individuo in relazione con la propria anima,  capace di affrontare la vita nelle sue difficoltà, sofferenze, gioie, fatiche.

Dopo tante peripezie, dopo tanto correre, realizza la sua personalità, la sua unicità, la stessa che dobbiamo scoprire dentro di noi, se vogliamo provare ad essere quello che realmente siamo: centrali ed unici.

 

“Dopo andò a guardarsi allo specchio, e gli parve d’essere un altro. Non vide più riflessa la solita immagine della marionetta di legno, ma vide l’immagine vispa e intelligente di un bel ragazzo coi capelli castagni, cogli occhi celesti e con un’aria allegra e festosa come una pasqua di rose.”  C. Collodi

Autostima

Autostima

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust)

snoopy-autostima

Crea autostima cominciando dal rispetto verso te stesso

Per stare bene con gli altri è necessario innanzitutto stare bene con te stesso.       L’autostima corrisponde all’idea che ognuno ha di sé: come ci si vede, come ci si sente, come ci si ascolta. L’autostima non è un elemento esterno da conquistare, la devi ricercare dentro di te.     “Volersi bene” non è semplice: ti devi accettare con tutti i tuoi pregi e difetti che caratterizzano la tua personalità. Avere autostima, inoltre, produce sicurezza e fiducia in te stesso e ciò aiuta a creare un’idea positiva degli altri su di te.

Perché è importante che tu abbia un buon livello di autostima?

Perché avere un’alta autostima ti può aiutare a raggiungere i tuoi obiettivi, la componente necessaria per dar vita ai tuoi progetti. Normalmente quando si raggiunge un buon livello di autostima si ha successo nella vita, si superano più facilmente le difficoltà, si è consapevoli delle proprie capacità e abilità, si pensa in positivo, non si teme di commettere sbagli e si confida nelle proprie attitudini e idee. Un buona considerazione di te, ti aiuta a prendere decisioni senza troppa insicurezza e preoccupazione indipendentemente dal pensiero degli altri.

Cosa devi fare per migliorare la tua autostima?

La prima cosa da fare è scoprire quali sono i tuoi valori fondamentali, pertanto fai chiarezza dentro di te riguardo i tuoi bisogni e poi cerca di capire cosa non vuoi dalla vita.
Smetti di dire: “Non ce la posso fare, non sono capace, non sono all’altezza, sono inferiore….”. Impara invece a pensare: “Ce la farò sicuramente, sono abile e capace, non sono inferiore a nessuno, sono all’altezza di tutto….”.

Impara ad amarti per quello che sei e cerca di eliminare dalla tua mente i pensieri distruttivi per il tuo benessere. Sbagli e sventure capitano a tutti: ricorda però a te stesso ogni giorno i tuoi piccoli successi, magari a scrivendoli in un diario.

Non vediamo le cose per come sono, ma per come siamo” (Anaïs Nin)

Essere sicuro del tuo valore, delle tue risorse e dei tuoi limiti sono anche i punti di forza nella vita affettiva: autostima e amore vanno sempre di pari passo, sia nel momento dell’innamoramento, sia nella quotidianità della vita di coppia. Costruire una relazione significa trovare un equilibrio tra due persone e trovare il proprio posto all’interno della coppia. Conoscersi, capirsi, rispettarsi, significa allora sapere con esattezza cosa si vuole e cosa si può dare. Avere autostima di te stesso permette di vivere l’amore in una atmosfera densa di emozioni positive e generalmente crea rapporti più soddisfacenti con il tuo proprio partner che hanno alla base fiducia, certezze e sicurezze reciproche.