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Categoria: Rapporti con gli altri

Adolescenti e relazioni di coppia, troppo controllo. Complici le app di geolocalizzazione

Adolescenti e relazioni di coppia, troppo controllo. Complici le app di geolocalizzazione


Quando pensiamo alle relazioni di coppia in adolescenza, le immaginiamo come qualcosa di leggero, divertente, semplice. Eppure, anche i legami d’amore adolescenziali possono avere dei lati oscuri, caratterizzati dalla presenza di comportamenti subdoli e violenti.

Si tratta molte volte di legami che non si basano sul rispetto dell’altra persona e sfociano in possessività e controllo, agita non solo nel “reale”, ma anche nel digitale, attraverso l’uso inappropriato dello smartphone.

Non a caso vengono sempre più utilizzate tutte quelle app e funzioni che permettono di geo-localizzare il partner e di seguire i suoi spostamenti in tempo reale, come se avesse addosso un microchip sempre attivo.

In questo modo, non solo si limita la privacy online, ma ci si sente anche costantemente controllati e manipolati dall’altro, visto che si tende ad utilizzare tali strumenti come prova di fedeltà e amore:

“Se non hai nulla da nascondere, se mi ami, non avrai alcun problema a farmi vedere dove ti trovi!”.

Sono tanti i ragazzi che si ritrovano a scaricare sullo smartphone app di monitoraggio che utilizzano la geo-localizzazione del telefono. C’è chi lo fa di nascosto, chi lo chiede in maniera esplicita. Molti cedono alla richiesta del partner oppure spesso utilizzano queste funzioni in maniera reciproca per avere entrambi la situazione sotto controllo:

“Lo faccio perché ho la coscienza pulita e poi così posso controllarlo anche io!”.

Per molti adolescenti, accettare la condizione di essere controllati dal partner diventa un modo per dare prova del proprio amore.

Relazioni di coppia basate sul controllo. Si sottovalutano troppo i segnali!

È sempre più frequente, tra le coppie di adolescenti, controllare il partner, avere le sue password, sapere sempre come si veste, dove sta e con chi sta parlando e chattando. Sono più di 2 su 10 gli adolescenti il cui partner ha accesso a tutto quello che c’è nel loro telefono. Questa vigilanza continua è pervasiva e rischia di non lasciare più spazio all’altro.

Il problema più grande è che troppi ragazzi non sono in grado di riconoscere i segnali d’allarme, di capire dove finisce la gelosia e inizia il possesso, dove termina la condivisione e inizia il controllo, in un’età in cui le esperienze che si vivono preparano ai futuri rapporti sentimentali.

Condividiamo questo articolo pubblicato da Redazione AdoleScienza.it Direttore Responsabile Dott.ssa Maura Manca

AFFARIDICUORE: RAP-PORTI

AFFARIDICUORE: RAP-PORTI

Il team di Affaridicuore ha incontrato tutte le prime classi dell’IIS Podesti Calzecchi Onesti di Ancona. Con ognuna di esse abbiamo trattato temi inerenti l’educazione affettiva, sentimentale e sessuale. Grazie a tutti i ragazzi: a chi è stato più attento e a chi meno!

Una nota di merito alle classi I H/L, I N e I G che si sono messe in gioco con sincerità, grande partecipazione, interesse ed entusiasmo.

Grazie ai Professori che ci hanno permesso di “intrometterci” nelle loro lezioni e un grazie caloroso alla Prof. Stella Carletti per l’impegno.

Oggi inizia la seconda parte del progetto Rap-porti: i nostri amici Rapper Alessandro e Lucio partono con il laboratorio rap!

Chi vuole partecipare può ancora farlo comunicando la sua adesione alla prof. Stella Carletti
Diamoci un taglio….mai più CUTTING!!!

Diamoci un taglio….mai più CUTTING!!!

Tagliarsi è un comportamento che spesso comincia nell’adolescenza, intorno agli undici anni, diffuso soprattutto tra le ragazze.
Non c’è un’unica spiegazione che renda conto dei motivi per cui una persona può decidere di tagliarsi. Se alcuni ragazzi e ragazze si tagliano, è per controllare e interrompere, in modo indiretto, un dolore mentale troppo forte, un’angoscia troppo intensa e insostenibile: preferiscono soffrire nel corpo che psicologicamente, preferiscono il dolore fisico al dolore emotivo e fanno in modo che il dolore fisico prenda il posto di quello mentale. Le ferite inflitte al corpo sono un mezzo estremo con cui lottare contro la sofferenza psicologica.
Per altri adolescenti tagliarsi è un modo per percepire di esistere ed essere vivi: meglio un dolore fisico che non sentire niente o sentirsi vuoti e inutili.
Tagliarsi dà l’illusione di un sollievo, a volte addirittura euforia, come se dai tagli fuoriuscissero finalmente le emozioni che non si riescono a tollerare dentro di sé: la disperazione, la tristezza, il sentirsi rifiutati, la solitudine e soprattutto la rabbia verso qualcun altro da cui si sente di dipendere e che si teme si allontani, che rischia però di essere ridiretta verso se stessi.
Tagliarsi, ma anche bruciarsi con le sigarette (burning) o marchiarsi a fuoco la pelle con un laser o un ferro rovente (branding) o grattarsi sino a farsi uscire il sangue, permette, in assenza di strategie più mature e funzionali, di ristabilire un equilibrio, di ricollocarsi nella propria vita, di esprimere la propria indipendenza affettiva dai genitori o una sfida nei confronti delle regole che questi ultimi vogliono imporre.
I segni e le cicatrici lasciati da questi gesti autodistruttivi racchiudono una sofferenza per la quale la persona non ha ancora trovato parole per raccontarla e spiegarla.
Cutting, burning e branding sono comportamenti frequenti durante l’adolescenza più di quanto si pensi. E questo non è un caso, se teniamo presente che il corpo che cambia, amato e al tempo stesso rifiutato, è il terreno di battaglia di ogni adolescente, di ogni ragazzo e ragazza.
Con il tagliarsi, l’adolescente cerca una disperata via d’uscita dalla fatica per lui insostenibile della crescita, dal senso di fallimento per il non sentirsi in grado di farcela a diventare grande.
Che fare dinanzi all’autolesionismo?
Reagire con rabbia, punizioni, colpevolizzare questi comportamenti autolesionistici come ragazzate o ridurli alla mera richiesta di attenzione non serve a molto.
Sono gesti che racchiudono una profonda sofferenza e sono considerati il miglior modo che la persona ha sinora trovato per far fronte ai suoi problemi e continuare a vivere. Probabilmente non ne è affatto fiera, anzi se ne vergogna e pensa che nessuno possa capire cosa prova.
Se si vuole aiutare un amico o un figlio che si taglia o si fa del male in altro modo, il punto di partenza è non giudicare e offrire sostegno. Offrire sostegno vuol dire evitare ultimatum, punizioni o minacce: se fosse stato facile, la persona avrebbe già smesso. Offrire sostegno significa anche aiutarla a riconoscere le emozioni e a gestirle in modo diverso che con i tagli, incoraggiarla a capire a che le serve tagliarsi e a individuare strade più sane per esprimere i suoi stati d’animo. Tutto questo non è facile da affrontare da soli e rivolgersi a un esperto è il più delle volte la cosa più sensata. Se ritieni utile parlarne più approfonditamente vienici a trovare allo Spazio Giovani del Consultorio Familiare (i giorni e gli orari li puoi trovare nella pagina Chi Siamo di questo sito).

 

LA VIOLENZA ALL’INTERNO DELLA COPPIA

LA VIOLENZA ALL’INTERNO DELLA COPPIA

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Stai vivendo una situazione di rischio per la tua persona?
Hai la sensazione che la tua libertà di pensiero non venga esercitata come vorresti?

Potresti trovarti in una situazione di violenza.
La violenza sulle donne che si compie all’interno del rapporto di coppia ha come caratteristica l’aggressività verbale e psicologica e non solo ….frequenti sono le botte, le minacce e l’imposizione del rapporto sessuale.
Superare il trauma della violenza quando il maltrattante è proprio l’uomo di cui sei innamorata e con cui vuoi costruire un progetto di vita, è un compito difficile. La sfida nel superare i problemi psicologici se hai subito violenza è quella di ricostruire la tua autonomia di pensiero, la tua autostima e la tua capacità di proteggere la tua sicurezza personale e di difendere i tuoi diritti.
Chiedere aiuto se anche a te è capitato di entrare nel circuito della violenza…E’ UN TUO DIRITTO!!!!

Questo problema può essere risolto all’interno di una “rete” in cui collaborano, secondo le proprie specificità, diverse istituzioni e molteplici attori sociali: i Servizi Sociali del Comune di Ancona, il Consultorio Familiare, l’Ospedale di riferimento, le Autorità Giudiziarie, gli Uffici di Polizia e Questura, condizione imprescindibile per affrontare un tema così complesso e multidimensionale.
Nella “rete” è inserito anche il Centro Antiviolenza di Ancona dell’Associazione Donne e Giustizia, servizio di accoglienza e ascolto garantito giornalmente per 4 ore la mattina e di consulenza legale e psicologica svolta da avvocate e psicologhe volontarie che seguono le donne anche per lunghi periodi.

Associazione «Donne e Giustizia»
Via Cialdini 24 a – 60122 – Ancona (AN)
Tel: 800032810 071/205376
Email: donne.giustizia@libero.it

Il Centro Antiviolenza garantisce inoltre, per chi ne fa richiesta, l’accoglienza delle vittime e dei loro figli presso la Casa Rifugio nella prima fase, l’accompagnamento nel successivo percorso di recupero dell’autonomia sociale con la Casa di Demetra, l’intervento con chi agisce la violenza con il Punto V.O.C.E.

Casa Rifugio Zefiro
P.zza Stamira 13 – 60122 – Ancona (AN)
Tel: 071/207538

Punto V.O.C.E.
Via Martiri della Resistenza, 24 – Ancona (AN)
Cell. 329.5451204
Referente per La Gemma: Massimo Panfili
E-mail: puntovoceancona@gmail.com

Servizi Sociali Comunali
Viale della Vittoria, 39 Via Ascoli Piceno, 10 Collemarino P.zza S. Acquisto
Tel: 071/2225115 Tel. 071/2225141 071/2225171 071/2225181

Consultorio Familiare Ancona
Viale C. Colombo, 106
Tel: 071/8705062

Questura di Ancona      Tel: 071/22881

Carabinieri                     Tel. 112

Polizia                            Tel. 113

Emergenza Sanitaria      Tel. 118

Cameratismo, amicizia e amore

Cameratismo, amicizia e amore

L’amicizia è affetto, è condivisione, è confidenza in un rapporto dove si gode del piacere di stare insieme all’altro e scaturisce da un naturale bisogno di attaccamento e di reciprocità. Corrisponde al desiderio, comune a  tutti gli uomini di aprire il proprio cuore e di trovare punti di accordo e di contatto con le altre persone, ma è un bene che si consolida lungo una strada non sempre facile in cui si incontrano benefici, ma anche delusioni, successi, ma anche sacrifici. L’amicizia prevede un rapporto paritario in cui si sceglie e si viene scelti, ci si fida e ci si sostiene ed essendo un affetto ricco di sfaccettature è bene distinguerlo dal cameratismo e dall’amore.

La vera amicizia è come la fosforescenza, brilla meglio quando tutto diventa buio. (Rabindranah Tagore)

Non camminare dietro a me, potrei non condurti. Non camminarmi davanti, potrei non seguirti. Cammina soltanto accanto a me e sii mio amico. (Albert Camus)

Fra innamorati le spiegazioni sono necessarie; fra amici sono superflue. L’affetto reciproco non ha quel grado di ardente sensibilità che fa sì che il minimo screzio sia un tormento. I vecchi amici si amano anche se ci sono degli screzi. (Victor Hugo)

Si decide in fretta di essere amici, ma l’amicizia è un frutto che matura lentamente. (Aristotele)

Il cameratismo è una forma di interazione sociale che nasce dalla frequentazione  di ambiti e interessi comuni come il gioco, lo sport, la scuola, il lavoro o qualsiasi altra attività che porta a stare insieme. Soddisfa il bisogno di sociabilità e consente di sperimentare il senso del proprio valore, ma in questo rapporto  l’affettività e l’emotività  non sono particolarmente coinvolte, a meno che non sfoci  in una reciproca apertura della propria interiorità.

L’innamoramento, a differenza dell’amicizia, che ha bisogno di tempo e di strada per radicare e fiorire, nasce in modo inatteso e, a volte, improvviso.  E’ un  sentimento che non conosce gradi, è totale e coinvolgente al punto che la propria identità abbraccia e si fonde con quella dell’altro e la persona amata diventa priorità assoluta.

L ’amore è un’amicizia senza ali. (George Byron)

L’amore nasce inopinatamente, senza riflessione alcuna, per istinto o per debolezza: un tratto di bellezza ci seduce, ci determina. L’amicizia, invece, si forma a poco a poco, col tempo, con la frequentazione, con un lungo scambio. Quanta intelligenza, quanta bontà di cuore, quanta affezione, quanti favori e quanta compiacenza negli amici, per ottenere in parecchi anni molto meno di quanto procurino talvolta in un istante un bel viso o una bella mano! (Jean de La Bruyère)

 

 

L’ADOLESCENZA

L’ADOLESCENZA

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L’adolescenza è una fase transitoria della vita di una persona, che segna il passaggio dalla condizione infantile a quella adulta. E’ caratterizzata da grandi trasformazioni, specie nelle relazioni con l’altro, che comunque creano qualche turbamento.
E’ importante riconoscere i propri eventuali disagi, senza sottovalutarli ed eventualmente ipotizzando di rivolgersi ad esperti, ma al contempo senza allarmarsi eccessivamente (ciò che sarebbe atipico in altre fasi della vita, in adolescenza potrebbe essere fisiologico).
Questo sito vuole essere uno strumento per riflettere sul tema dell’affettività e della sessualità in adolescenza, a partire dalle risposte alle domande più frequenti che ci sono state poste dai ragazzi (anche accorpate o rielaborate per renderle più generalizzabili), fermo restando che non ci sono considerazioni valide per tutti, che ognuno è diverso e dunque nessuno è anormale.
Ovviamente l’intento non è di proporre rapide soluzioni o terapie, oppure fare diagnosi; non ci si vuole in alcun modo sostituire al confronto diretto col professionista che, in caso di difficoltà, è l’unico strumento a poter essere utile.
La divisione tra le diverse aree e professionalità e l’indicazione delle parole chiave rendono più agevole l’individuazione delle tematiche, fermo restando che la lettura complessiva fornisce un quadro più interessante.
Allora, buona lettura, buona riflessione e buona adolescenza a tutti!!!

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P.S.: i GENITORI vivono con i figli questo periodo di cambiamento e possono aiutarli in questa delicata fase e farne tesoro essi stessi, per cui la lettura è consigliata anche a loro; in ogni caso è importante che gli adulti permettano ai figli di esprimere i propri dubbi, anche con esperti se è il caso.