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Tag: preservativo

SESSO: CONOSCI LE REGOLE DEL GIOCO?

SESSO: CONOSCI LE REGOLE DEL GIOCO?

Ogni gioco ha le sue regole e per iniziare a giocare è indispensabile conoscerle!

Pensa se un calciatore giocasse una partita senza conoscere il fuorigioco o il fallo di mano! Ma nessuno può imparare a giocare senza un’adeguata preparazione: è compito dell’allenatore far in modo che si arrivi adeguatamente preparati alla “partita”. Anche noi di “Affari di cuore” vogliamo far parte dello “staff tecnico” che si occupa della tua preparazione…insieme possiamo raggiungere il traguardo!
1° regola prenditi cura del tuo corpo: prendersi cura del proprio corpo è fondamentale per vivere in armonia con sé stessi e con gli altri. Tenersi in forma non significa solo fare sport e stare attenti all’aspetto fisico, ma anche avere a cuore la propria salute: mangiare correttamente, non tenere comportamenti pericolosi (abuso di sostanze e/o di alcool,eccesso di velocità, fumo, ecc.) e anche avere rispetto di sé e del proprio partner utilizzando una contraccezione sicura.
2° regola il gioco di squadra: la contraccezione non è una responsabilità solo della ragazza, ciascuno dei due partner deve fare la sua parte! Scegliere il metodo contraccettivo sbagliato (o non pensarci affatto!) può voler dire contrarre malattie o andare incontro ad una gravidanza indesiderata.
Oggi esistono sistemi anticoncezionali assolutamente sicuri che mettono al riparo lui e lei da qualsiasi rischio. Il metodo “su misura” per te è quello che ti protegge e ti fa star bene con il tuo corpo.
3° regola rispetto del regolamento: il sesso è un istinto naturale ma ciò non significa che possa essere vissuto in maniera irresponsabile. Fra adulti consenzienti non vi sono comportamenti proibiti ma il limite deve essere dettato dal rispetto di sé e dell’altro.
4° regola niente doping: anche nel sesso il “doping” può essere molto pericoloso: alcol, droghe, eccitanti possono “rovinare” il gioco emettere a rischio la salute nell’immediato e nel futuro. Sempre più giovani vi fanno ricorso per migliorare le prestazioni sessuali ma in verità, gli effetti di queste sostanze sul sesso sono negativi. Anche se a breve termine bere può dare la sensazione di essere più disinibiti, e quindi di una sessualità migliore, in realtà questo comportamento espone al rischio di rapporti non protetti. Inoltre, nel tempo, l’alcol diminuisce il livello di testosterone nel sangue provocando una riduzione del desiderio, difficoltà di erezione, eiaculazione precoce e difficoltà sessuali anche nella ragazza. I vari tipi di droghe hanno un risultato altrettanto deleterio. Non fidarti di una sensazione ingannevole e carica di rischi!
5° regola evitare l’autogol: quando si verifica una gravidanza inattesa e indesiderata la “colpa” non è mai dell’altro partner: si tratta di un autogol perché ciascuno ha la responsabilità di prendere le misure necessarie ad evitare che succeda se in quel momento non lo si desidera.
6° regola una partita andata male non è un dramma: esistono situazioni magari imbarazzanti o deludenti che vanno però “messe nel conto” per evitare di drammatizzare episodi del tutto normali che senz’altro scompariranno con la pratica o l’esperienza. Se non si riesce a raggiungere l’orgasmo la “prima volta” questo non significa tu sia poco sensuale (assolutamente no!) né “sbagliata/o”. Né, tantomeno, che il tuo/a partner sia incapace o inadatto fisicamente (le dimensioni sono una delle più frequenti paure maschili). L’orgasmo è un’alchimia a due che dipende da molti fattori (esperienza, complicità, sentimento, stato d’animo, ecc.): vedrai che presto succederà anche a te!
In ogni caso… non prendetevi troppo sul serio. L’allegria, la voglia di scherzare insieme, di prendersi in giro e la capacità di sdrammatizzare alimentano la complicità e fanno crescere l’amore e la coppia.
Lo staff tecnico di Affari di cuore ti aspetta per il prossimo allenamento…non mancare!!

IL PRESERVATIVO: ISTRUZIONI PER UN USO CORRETTO

IL PRESERVATIVO: ISTRUZIONI PER UN USO CORRETTO

Cari amici, probabilmente tutti voi saprete cos’è il preservativo ma …. siamo sicuri che tutti sappiano tutto, ma proprio tutto tutto ??!!!

Ripassare alcune informazioni insieme ci aiuterà ad evitare problemucci vari…

Che cos’è il preservativo? 

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E’ una vera e propria “guardia del corpo”

È una sottile membrana elastica in lattice, delicata ma resistente, chiusa ad un’estremità, destinata a ricoprire il pene durante il rapporto sessuale e a raccogliere il liquido seminale al momento dell’eiaculazione.  Rappresenta dunque una barriera meccanica che si oppone all’ingresso degli spermatozoi in vagina. Oltre all’ effetto contraccettivo, il preservativo ha il grosso vantaggio di essere l’UNICO mezzo di protezione dalle malattie a trasmissione sessuale. È un metodo contraccettivo affidabile solo  se vengono seguite scrupolosamente le regole d’uso. L’efficacia dipende anche dalla sua qualità di fabbricazione

Istruzioni per l’uso

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Prima del rapporto sessuale
Aprire attentamente il contenitore in modo tale da non lacerare il profilattico. Non srotolare il profilattico prima di indossarlo
Tirare indietro il prepuzio, mettere il profilattico alla fine del pene in erezione lasciando un po’ di spazio sull’estremità.
Lasciate scorrere il profilattico fino a quando non raggiunge la base del pene
Dopo il rapporto sessuale
Dopo l’eiaculazione stringete la mano sul profilattico ed estraete il pene dalla vagina prima che si fletta.
Assicuratevi che non vi siano rotture nel profilattico
Fate scivolare il profilattico senza far cadere lo sperma. Buttate via il profilattico appena usato. Gettare il profilattico in condizioni igieniche e in una pattumiera ma non nel WC perché non è biodegradabile
Per evitare che si rompa
Buttate via il profilattico e prendetene un altro se:
– Il contenitore è rotto
– Il profilattico è fragile o asciutto
– Il colore è discontinuo o cambiato
– Il profilattico è insolitamente appiccicaticcio

Conservare il profilattico sigillato dentro l’astuccio, lontano da fonti di luce e di calore, in un luogo fresco e asciutto. Esporlo troppo al sole o riporlo nel cruscotto della macchina o nel bauletto dello scooter può essere pericoloso. Il calore infatti rovina il lattice rendendolo soggetto a rotture. Non conservare il profilattico nel portafoglio per evitare il rischio di aderenze e quindi rotture

Nel caso si utilizzino lubrificanti non scegliere mai prodotti a base oleosa. Il lattice, a contatto con sostanze grasse tipo olio, burro comincia a deteriorarsi diventando molto fragile e poroso. Gli unici lubrificanti utilizzabili sono quelli a base acquosa. Esistono prodotti appositi che puoi comprare.
Usare il profilattico immediatamente dopo l’apertura della confezione sigillata.
Srotolare il profilattico sul pene (un profilattico già srotolato non si può più usare).

Non aprire la confezione dei profilattici con forza. Fare attenzione che unghie e anelli non rompano il profilattico. Anche i gioielli e piercing potrebbero rompere il profilattico

Per evitare rotture è consigliabile iniziare il rapporto attendendo una corretta lubrificazione vaginale.
Utilizzare un profilattico nuovo ad ogni atto sessuale (è un prodotto monouso) lavarsi prima di applicare un nuovo profilattico per un nuovo rapporto.

Se sono allergico al lattice?
Esistono profilattici senza lattice, prodotti in poliuretano. Il poliuretano è uno speciale materiale sintetico che consente di ottenere uno spessore minimo abbinato ad una resistenza massima. I preservativi a base di poliuretano sono particolarmente indicati per le persone che sono allergiche al lattice.

Proteggermi dalle malattie

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Il preservativo è un mezzo di prevenzione dalla malattie sessualmente trasmesse (AIDS, Condilomi, Chlamidia, Vaginiti, Herpes Genitale, Gonorrea, Sifilide, Epatite B e C).

Queste malattie, infatti, si possono trasmettere nei contatti intimi attraverso i fluidi corporei, quindi sperma e secrezioni vaginali, o per lesioni. Dunque il preservativo, che è un metodo contraccettivo di barriera, impedisce che il pene entri in contatto con le secrezioni vaginali e che lo sperma entri in vagina.

L’uso del preservativo è dunque sintomo di maturità e di rispetto, per la propria persona e per quella del partner, fisso o occasionale che sia.

E se si rompe durante il rapporto?
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Se il profilattico dovesse rompersi e l’eiaculazione avviene nella vagina è possibile rivolgersi in consultorio (o ad un pronto soccorso/guardia medica) per avere tutte le informazioni sulla contraccezione d’emergenza

Consigli pratici
Se sei alla tua prima esperienza sessuale ti consiglio di fare pratica con i profilattici utilizzandoli magari durante la masturbazione. Imparerai così ad indossarlo correttamente e rapidamente senza crearti troppi imbarazzi durante il vero rapporto. Inoltre abituerai il tuo pene al contatto con il profilattico…ad alcuni ragazzi capita di perdere l’erezione appena indossano il profilattico. Per risolvere questo inconveniente può essere utile esercitarsi da soli, in questo modo si impara a prendere confidenza con questo indispensabile alleato del piacere.

Non interrompere i tuoi giochi amorosi per infilare il profilattico: questo gesto deve diventare talmente naturale da far parte dei vostri preliminari abituali, può diventare un gioco erotico che non rompe l’atmosfera tra i partner.
Usa il profilattico anche se la tua compagna impiega un altro metodo contraccettivo: solo il profilattico ti protegge dalle malattie.

Se devi recarti all’estero, ti consiglio di portare una scorta di profilattici. Non tutti i paesi hanno norme così severe per la produzione di profilattici.

Come sceglierlo
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Esistono un’infinità di tipi diversi di profilattici e la scelta è molto personale.

I sottili hanno lo scopo di rendere il rapporto quanto più naturale possibile, ma presentano qualche rischio in più essendo più fragili. Quelli stimolanti per lei e ritardanti per lui servono per ridurre al minimo i problemi causati dall’eiaculazione precoce, hanno infatti la superficie esterna (quella a contatto con la vagina) creata in modo da aumentare l’attrito e quindi far raggiungere prima l’orgasmo alla donna, mentre la sua superficie interna (quella a contatto con il pene) è liscia e lubrificata proprio per ritardare il più possibile l’orgasmo nell’uomo.

Non esiste un profilattico migliore di un altro. Il consiglio è quello di provarne più tipi finché non si trova la marca ed il modello migliore  per le proprie esigenze

Ci sono poi i cosiddetti aromatizzati: profilattici identici agli altri dal punto di vista delle caratteristiche tecniche (dimensione, spessore) ma colorati e profumati ai sapori di frutta.

Dove si compra
I profilattici si acquistano in farmacia (dove sei hai dubbi puoi chiedere al farmacista), nei supermercati, nei distributori automatici (attenzione: evitate quelli esposti al sole!!)  ed ovviamente nei sexy shop, cercando di non scegliere cose troppo strane, sicuramente ce ne sono di molto carini da guardare, ma non sempre si tratta di prodotti sicuri.

I lubrificanti
I lubrificanti riproducono con i loro componenti i liquidi naturali del corpo intervenendo in tutte le situazioni sessuali in cui è necessario procurare una maggiore lubrificazione alle zone interessate. Il loro uso è consigliato in tutte le situazioni in cui è necessario proteggere le parti intime da irritazioni o bruciori con una lubrificazione in grado di favorire la penetrazione. I diversi prodotti in circolazione sul mercato sono a base acquosa, si presentano sottoforma di gel, non ungono e sono inodore.

I lubrificanti a base acquosa sono compatibili con i preservativi, mentre ricordiamo che è sconsigliato usare i lubrificanti oleosi perché danneggiano i profilattici.

I lubrificanti vanno applicati sulla parte interessata con un leggero massaggio e consentono una penetrazione senza problemi prevenendo fastidi bruciori ed irritazioni tipiche delle zone intime. Inoltre il loro uso evita la rottura del preservativo, dovuta ad un eccessivo attrito, per cui i lubrificanti aumentano la sicurezza del rapporto.

NO CONDOM, NO PARTY: la scelta contraccettiva

NO CONDOM, NO PARTY: la scelta contraccettiva

“Ma non c’è bisogno di usare il condom tanto la prima volta non si può rimanere incinta…”, “Perchè usare il condom…io sono bravissimo a controllarmi e non mi serve”: nulla di più sbagliato!

La possibilità di una gravidanza è implicita nel fare l’amore, salvo che non ci si protegga con strumenti appropriati ed efficaci. La scelta contraccettiva è molto importante perché da questa dipendono la tua serenità e la salute riproduttiva.

ciascuno dei due partner si deve assumere la responsabilità della protezione e del rispetto di sé e dell’altro.

Tenete il preservativo a portata di mano, così da poterlo indossare al momento opportuno, prima dell’inizio del rapporto completo. In questo modo sarete sempre “al sicuro”  senza compromettere l’atmosfera

Fatevi due risate con “Le incredibili avventure di pene e vagina” e soprattutto….riflettete!! 🙂

UN NEMICO SILENZIOSO: IMPARIAMO A CONOSCERE IL PAPILLOMA VIRUS

UN NEMICO SILENZIOSO: IMPARIAMO A CONOSCERE IL PAPILLOMA VIRUS

L’infezione da HPV (dall’inglese Human Papilloma Virus) è molto frequente nella popolazione e si trasmette prevalentemente per via sessuale. La stragrande maggioranza delle infezioni è transitoria (in circa il 90% dei casi guarisce spontaneamente) e asintomatica (cioè la donna non si accorge di nulla). Tuttavia, se l’infezione persiste, può manifestarsi con una varietà di lesioni della pelle e delle mucose, a seconda del tipo di HPV coinvolto. Ad oggi sono stati identificati oltre 100 tipi di HPV che infettano l’uomo e, tra questi, circa 40 sono risultati associati a patologie del tratto ano-genitale, sia benigne che maligne. I diversi tipi di HPV vengono distinti in tipi ad alto e basso rischio di trasformazione neoplastica. Il tumore più comunemente associato all’HPV è il carcinoma del collo dell’utero (cervicocarcinoma o carcinoma della cervice uterina), che è il primo cancro a essere riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità totalmente riconducibile ad un’infezione.

Il Papilloma virus si trasmette per lo più per via sessuale, anche tramite semplice contatto.

Per questo motivo il preservativo non protegge completamente. L’uso di quest’ultimo, comunque, riduce la trasmissione del virus  e studi scientifici suggeriscono che l’uso regolare del preservativo aumenta il tasso di guarigione delle lesioni.  Ricordiamo inoltre che l’uso del preservativo è  raccomandato, soprattutto con nuovi partners sessuali, per proteggersi contro le altre malattie sessualmente trasmesse.
Numerosi studi concordano nel ritenere la giovane età, il numero dei partner sessuali e la giovane età al momento del primo rapporto sessuale, i fattori di rischio più rilevanti per l’acquisizione dell’infezione da HPV.

L’infezione da HPV è molto frequente nella popolazione: si stima infatti che fino all’80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita con un virus HPV, con un picco di prevalenza nelle giovani donne fino a 25 anni di età. La storia naturale dell’infezione è fortemente condizionata dall’equilibrio che si instaura fra ospite e virus. Esistono, infatti, tre possibilità di evoluzione dell’infezione da HPV: regressione, persistenza e progressione. La maggior parte delle infezioni da HPV è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. Il 60-90% delle infezioni da HPV, incluse quelle da tipi oncogeni, si risolve spontaneamente entro 1-2 anni dal contagio.

La persistenza dell’infezione virale è invece la condizione necessaria per l’evoluzione verso il carcinoma.

In questo caso, si possono sviluppare lesioni precancerose che possono progredire fino al cancro della cervice. In caso di infezione persistente, il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa 5 anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni (20-40 anni).

Complessivamente l’elevata prevalenza e la breve durata della maggior parte delle infezioni indicano che l’infezione da HPV è un evento comune, di cui il cervicocarcinoma rappresenta un esito raro.

Il ruolo dell’HPV nell’insorgenza dei tumori cervicali ha aperto la strada alla prevenzione primaria attraverso la vaccinazione. È  disponibile  un vaccino, preventivo, per i ceppi virali 16, 18, 6, 11 (i ceppi di HPV 16-18 causano il 70% delle lesioni di alto grado del collo uterino, i ceppi 6 ed 11 causano circa il 90% delle lesioni condilomatose). Il vaccino non contiene il virus né vivo né attenuato. La protezione è molto elevata, nei confronti delle lesioni precancerose provocate da HPV 16 e 18, se il vaccino è somministrato prima del possibile contatto con il virus, cioè prima dell’inizio dei rapporti sessuali.

È bene ricordare che il vaccino serve a prevenire le infezioni non a curare quelle in atto. 

Tuttavia, anche con la disponibilità del vaccino, le donne dovranno continuare a sottoporsi regolarmente al Pap test e, a seconda dell’età, al test HPV.

Il Servizio sanitario regionale delle Marche garantisce la vaccinazione gratuita a tutte le ragazze nel dodicesimo anno di vita (cioè dal compimento degli 11 anni). La Zona Territoriale di residenza invita le ragazze interessate ad effettuare la vaccinazione con una lettera inviata a domicilio. Considerato che il vaccino è stato autorizzato nel 2007, il Servizio sanitario regionale offre la possibilità di effettuare la vaccinazione gratuita, su richiesta dei genitori, anche alle ragazze che nel 2007 erano nel dodicesimo anno di vita. Per tutte le donne non comprese dalla fascia di gratuita fino al compimento dei 18 anni invece, l’offerta del vaccino prevede una compartecipazione totale della spesa calcolata sulla base del prezzo di acquisto del vaccino da parte dell’Asur.

Ricorda dunque che:

  • L’HPV è un virus molto comune
  • Nella maggior parte dei casi l’infezione è transitoria e asintomatica
  • L’incubazione è lunga e di durata sconosciuta
  • L’infezione latente rende impossibile l’individuazione del partner sessuale.
  • Nel caso di un risultato di HPV positivo..niente panico, ma segui i consigli del ginecologo
LOVE SHOULDN’T KILL: CONOSCIAMO L’HIV?

LOVE SHOULDN’T KILL: CONOSCIAMO L’HIV?

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DON’T LOSE YOUR LIFE, STAY AWAY FROM HIV

L’AIDS (dall’inglese Acquired Immodeficiency Syndrome o Sindrome da Immunodeficienza Acquisita) è una malattia causata da un virus denominato HIV (Human Immudeficiency Virus, o Virus dell’Immunodeficienza Umana) che attacca e distrugge progressivamente le difese immunitarie. A causa del deficit del sistema immunitario, si verifica una notevole riduzione delle difese del soggetto contro le infezioni che si manifestano in modo sempre più frequente e grave. Il decorso dell’AIDS si compie in due momenti:  l’infezione da virus, cioè la sieropositività, e la malattia vera e propria, cioè l’AIDS.

Come si contrae l’HIV?

Il virus HIV non è facilissimo da prendere; basta poco per avere una vita perfettamente soddisfacente senza correre alcun rischio!

Nonostante le informazioni su come prevenire l’infezione da HIV siano ormai note da tempo, c’è ancora tanta confusione. Molti non se ne preoccupano affatto, credendo ancora che l’HIV riguardi solo alcune persone (tossicodipendenti, omosessuali, prostitute), le loro scelte e i loro stili di vita. Altri ne sono terrorizzati in modo eccessivo e ingiustificato. In entrambi i casi la percezione del rischio è condizionata da stereotipi e pregiudizi diffusi e radicati che portano a rimuovere il problema o a ingigantirlo.

La modalità di trasmissione più frequente è attraverso i rapporti sessuali non protetti con persone che hanno già contratto il virus HIV. Sia uomini che donne possono essere la fonte di infezione dell’ HIV. Il virus dell’ HIV è presente nei liquidi biologici (sangue, liquido seminale, secrezioni vaginali, latte materno) di una persona sieropositiva. Il virus presente in questi fluidi può passare attraverso microlesioni  degli organi genitali, dell’ano, della bocca oppure attraverso lacerazioni della pelle, attraverso alcune mucose (occhi, parte interna del naso) raggiungendo così il flusso sanguigno di un’altra persona, infettandola a sua volta. La probabilità di contrarre l’infezione attraverso rapporti sessuali è di circa 1 ogni 500 rapporti.

Sembra qualcosa di relativamente improbabile, eppure bisogna tener presente che l’infezione si può contrarre anche attraverso un solo rapporto sessuale.

Il tipo di rapporto sessuale può influenzare la probabilità di infettarsi: ad esempio quelli più violenti, che comportino anche piccole lacerazioni delle mucose, come i rapporti per via anale, sono maggiormente a rischio. Oggi in Italia i rapporti sessuali non protetti dal preservativo sono la principale via di trasmissione dell’HIV.

L’infezione si può acquisire anche per via endovenosa, condividendo gli stessi aghi per l’iniezione di sostanze, oppure attraverso trasfusioni di sangue infetto, e suoi emoderivati. Molte persone sono rimaste contagiate, nei primi anni dell’epidemia, attraverso trasfusioni di sangue infetto, poiché non erano disponibili test in grado di svelare la presenza del virus. Oggi, con la messa a punto di test sempre più sensibili, il rischio di contrarre il virus attraverso una trasfusione di sangue è ridottissimo. Un tipo particolare di microtrasfusione è quella che avviene quando ci si serve di una siringa appena usata da una persona portatrice del virus. È questo il motivo che ha portato molti tossicodipendenti che usano droghe per via endovenosa a contrarre l’infezione.

Un altro modo in cui il virus HIV si può trasmettere è dalla madre sieropositiva al figlio durante la gravidanza, il parto o l’allattamento. In realtà, oggi l’impiego della terapia e di accorgimenti opportuni permette di ridurre al minimo il rischio di trasmissione da madre a figlio (o, come si chiama, trasmissione verticale). Il test HIV è in Italia di prassi eseguito, previo consenso, a tutte le donne in gravidanza. Nel caso di diagnosi di sieropositività, è previsto il ricorso tempestivo alla terapia antiretrovirale per abbattere la carica virale (cioè la quantità di virus circolante nell’organismo) della madre; questo è un primo passo che rende più improbabile che il virus venga trasmesso al nascituro.

L’ HIV non si acquisisce toccando, abbracciando o baciando una persona sieropositiva; utilizzando o condividendo con lei le stesse tazze, bicchieri, piatti e posate o il telefono; andando in luoghi come piscine o bagni pubblici; attraverso punture di insetto. Il virus dell’HIV non si trova nell’aria o negli alimenti, e fuori dal corpo sopravvive per pochissimo tempo. Attualmente è molto improbabile acquisire l’HIV attraverso trasfusioni di sangue poiché vengono applicati criteri di controllo molto severi.

Posso contrarre l’HIV baciando a bocca aperta?
Il bacio a bocca aperta teoricamente è considerato una attività a rischio molto basso di infezione. Questo perché un bacio a bocca aperta prolungato sempre teoricamente, se particolarmente aggressivo, può creare delle piccole lesioni sulle labbra o nella bocca, permettendo così al virus di passare da una persona infetta all’altra. In pratica, sia il bacio a bocca aperta sia il bacio profondo non sono considerati comportamenti a rischio né di acquisire né di trasmettere l’HIV.

Posso contrarre l’HIV facendo sesso orale?
, è possibile essere infettati con l’HIV praticando sesso orale se si viene a contatto con i fluidi organici, liquido seminale e secrezioni vaginali, che possono contenere il virus. Questo rischio è inferiore rispetto all’avere un rapporto anale o vaginale non protetto.
La stimolazione orale del pene (fellatio) è considerata a basso rischio se non c’è contatto tra lo sperma e le mucose della bocca. Nel caso in cui ci sia il contatto, il rischio riguarda la persona che pratica la fellatio. L’uso del preservativo esclude il contatto tra lo sperma e le mucose: qualora si decida di non utilizzare il preservativo, bisogna evitare l’eiaculazione in bocca.
Non c’è invece nessun rischio per la persona che riceve la stimolazione.
La stimolazione orale della vagina (cunnilungus), è un comportamento considerato a basso rischio perché le secrezioni vaginali contengono una ridotta quantità di virus. Il rischio aumenta durante il ciclo mestruale. Anche in questo caso il rischio riguarda la persona che pratica il cunnilingus mentre non c’è invece nessun rischio legato all’HIV per la persona che riceve il cunnilingus.
Nei rapporti bocca-vagina, la funzione del preservativo può essere svolta dal dental dam una pellicola in lattice adatta a queste pratiche, in mancanza di questa potete utilizzare una normale pellicola trasparente per alimenti.

Posso contrarre l’HIV facendo sesso vaginale?
Sì. Questo è il modo di trasmissione dell’HIV piú frequente. Durante il rapporto sessuale si possono creare microlesioni che facilitano il passaggio del virus da un fluido (liquido biologico) al flusso sanguigno. E’ anche possibile il diretto assorbimento dell’HIV attraverso la mucosa vaginale, così come negli uomini il virus può penetrare attraverso l’uretra.

Posso contrarre l’HIV attraverso un rapporto anale?
Sì. La mucosa anale è delicata e soggetta a lesioni, inoltre nel rapporto anale vi è meno lubrificazione, quindi maggior possibilità di frizione e conseguenti microtraumi. In genere la persona che riceve il liquido seminale ha un rischio maggiore di contrarre l’infezione, ma anche l’altro partner è comunque a rischio di infezione in quanto il virus può penetrare attraverso l’uretra o attraverso microlesioni sul pene. Avere un rapporto anale senza profilattico è considerato un comportamento ad alto rischio. Il preservativo, usato correttamente, dall’inizio del rapporto e con un lubrificante adatto, protegge.

Ricordati che l’HIV è un virus a trasmissione sessuale e dunque riguarda chiunque abbia una vita sessuale attiva: l’Hiv può trasmettersi attraverso un rapporto sessuale, indipendentemente dal fatto che il rapporto avvenga tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso, all’interno di una coppia stabile o di un rapporto occasionale. D’altra parte, è sufficiente rispettare poche e semplici regole per proteggersi dall’infezione

sex-987126_1280Le regole del Safer Sex (Sesso più Sicuro):
– nei rapporti sessuali penetrativi utilizza sempre il preservativo;
– nel praticare la fellatio (stimolazione orale del pene) usa il preservativo o evita di ricevere sperma in bocca;
– nel praticare il cunnilingus (stimolazione orale dei genitali femminili) evita il contatto con il sangue mestruale.

Pratica il Safer Sex se vivi un’avventura, ma anche all’inizio di un nuovo rapporto. La persona con cui oggi hai una relazione ha una storia alle spalle, ha vissuto rapporti di coppia e avventure con altre donne e altri uomini, ciascuno con una propria storia. Potrebbe avere l’HIV e potrebbe anche non esserne consapevole.

• Coccole, baci, carezze in libertà: abbracciarsi, baciarsi, accarezzarsi, masturbarsi (anche reciprocamente) non presenta alcun rischio di trasmettere l’HIV; l’unica regola da seguire è di non fare entrare in contatto le secrezioni genitali (sperma o secrezione vaginale) di una persona con le mucose dell’altro

• Rapporti penetrativi solo con il preservativo. Se si ha un rapporto sessuale penetrativo (sia una penetrazione anale tra due uomini o una penetrazione anale o vaginale tra un uomo e una donna) è necessario che l’uomo che penetra indossi il preservativo sin dall’inizio del rapporto. Il preservativo deve essere indossato correttamente (srotolandolo fino alla base del pene facendo attenzione a non danneggiarlo con unghie, anelli, denti, ecc.) ed è bene usare anche un lubrificante adatto all’uso con il profilattico.

• Rapporti orali senza secrezioni genitali in bocca. Chi effettua una fellatio (pompino) a un uomo senza usare il preservativo corre un rischio minimo purché stacchi la bocca prima dell’orgasmo: la secrezione che può fuoriuscire prima dell’orgasmo, infatti, sembra non essere in grado di trasmettere il virus, anche se su questo non ci sono dati definitivi; se invece lo sperma viene eiaculato in bocca, il rischio di trasmissione aumenta notevolmente.Il rapporto orale praticato a una donna (cunnilingus) sembra essere a rischio ma anche su questo non c’è una prova certa; sicuramente il rischio aumenta se la donna a cui è praticato il cunnilingus è in periodo mestruale. Chi invece si fa praticare la stimolazione orale (l’uomo al quale viene fatta la fellatio o la donna che viene stimolata con la bocca dal/dalla partner) non corre nessun rischio.

• Uso dei “sex toys” solo in condizioni di igiene. Se si usano giocattoli erotici per la penetrazione, come vibratori o falli di gomma, è necessario che siano assolutamente puliti; se questi vengono usati su più persone, è necessario che siano protetti da un preservativo nuovo ogni volta che vengono impiegati su una persona diversa.

• Sesso con una persona sieropositiva. Le regole qui esposte riducono drasticamente ogni rischio che si può correre facendo sesso con una persona che ha l’HIV. Inoltre, se questa persona sta seguendo una efficace terapia antiretrovirale e quindi ha una carica virale (cioè la quantità di virus circolante nel sangue) non rilevabile da almeno sei mesi e non ha altre malattie a trasmissione sessuale (gonorrea, sifilide, ecc.), il rischio si riduce ancora di più tanto che il sesso in queste condizioni si può considerare sicuro.

L’uso di sostanze stupefacenti riduce la possibilità di avere il controllo delle proprie azioni e di reagire correttamente a ciò che ci accade; per questo, sotto l’effetto di stupefacenti di qualunque tipo è più facile avere comportamenti che implichino il rischio di trasmissione dell’HIV. Ci sono poi alcune modalità di consumo delle droghe che possono costituire un rischio di per sé: iniettarsi sostanze con una siringa che è già stata usata da un’altra persona di cui non si sa per certo che è sieronegativa presenta un elevato rischio di trasmissione di virus come l’HIV e il virus dell’epatite C.

Come posso sapere se ho l’HIV?

L’infezione da Hiv non può essere diagnosticata attraverso i sintomi né attraverso le comuni analisi del sangue.

L’unico modo per sapere se si è HIV positivi è fare il “test HIV”.  Se si ritiene di avere vissuto una situazione di rischio è necessario ed importante fare il test. Se si hanno spesso situazioni a rischio, ad esempio se si hanno abitualmente diversi partner sessuali o se si fa spesso uso con altri di droghe per via iniettiva è buona norma effettuare il test HIV regolarmente, almeno una volta all’anno o una volta ogni sei mesi.
Questo test si fa prelevando un piccolo campione di sangue ed il risultato è disponibile dopo alcuni giorni.

Il test si può effettuare in modo volontario, anonimo e gratuito

Molti centri per il test offrono la possibilità di parlare con un operatore che saprà valutare la singola situazione e dare consigli specifici su come evitare di esporsi al rischio e come fare per essere certi di non aver contratto l’infezione da HIV. Molte persone possono sentirsi a disagio a parlare della propria vita sessuale in queste circostanze, ma è essenziale capire che questo può essere un momento utile per ricevere informazioni importantissime per la propria salute. Si tratta di colloqui di breve durata con personale esperto che dovrebbero essere previsti da tutti i centri pubblici che effettuano il test, sia prima del prelievo che al momento della comunicazione dei risultati. I colloqui sono finalizzati a valutare se è stato realmente corso un rischio di infezione, informare correttamente sui comportamenti sicuri, sostenere la persona risultata eventualmente positiva all’HIV e informarla di tutte le opportunità sociali e sanitarie di cui potrà avvalersi.

Se hai deciso di effettuare il test, cogli questa occasione per chiedere tutte le informazioni di cui hai bisogno

Nessuno può essere sottoposto al test senza consenso, se non per motivi di necessità clinica e nei suoi interessi. Il test è volontario e, perché venga eseguito, è necessario il tuo consenso esplicito ed informato. La decisione di fare il test è solo tua: prendi il tempo che ti occorre per affrontarlo serenamente. Tieni presente che una diagnosi precoce potrebbe consentirti migliori opportunità terapeutiche.

L’esito del test deve essere consegnato esclusivamente alla persona che lo ha effettuato e la comunicazione non dovrebbe avvenire mai per lettera o per telefono.

Esiste un test rapido?

L’autotest in vendita nelle farmacie presenta l’indubbio vantaggio della riservatezza assoluta: si compra, si può eseguire quando e dove si vuole, non c’è necessità di interfacciarsi con alcun operatore.

Ma il vantaggio può in alcuni casi diventare uno svantaggio: il contatto con l’operatore serve anche a fare il punto sull’eventuale rischio corso (o non corso: sono molte le persone che, per disinformazione, ritengono a rischio comportamenti che invece non lo sono), oltre che a “gestire” l’eventuale risultato positivo.

È bene che chi esegue l’autotest sia consapevole che in caso di risultato positivo non bisogna assolutamente perdere la calma e pensare di essere condannati. Innanzitutto, l’eventuale risultato positivo va confermato con un test presso una struttura pubblica; poi, con il virus HIV oggi si può convivere tranquillamente, a patto di fare regolarmente le terapie e i controlli (che di solito, una volta “normalizzata” la situazione, sono semestrali), quindi niente panico!

Dopo quanto tempo da un evento a rischio posso fare il test?

Il test non è in grado di rilevare l’infezione nei giorni immediatamente successivi al contagio.

Per ottenere un risultato attendibile è necessario che dall’ultimo comportamento a rischio trascorra un periodo di tempo (detto Periodo Finestra), variabile a seconda del tipo di test. Per essere sicuri di non avere contratto l’infezione, è necessario che il test sia stato effettuato almeno 4 settimane dopo l’evento a rischio. Il risultato negativo di un test eseguito prima di questo periodo (detto periodo finestra, durante il quale anche se ci fosse l’infezione potrebbe non essere rilevata da tutti i test) non viene considerato definitivo e il test va comunque ripetuto.

A che serve fare il test?

Innanzitutto chi sa di avere l’HIV può curarsi. La terapia purtroppo non può “guarire” l’infezione ma può evitare di fare insorgere problemi seri di salute e permettere di svolgere una vita perfettamente normale. Alcuni non vogliono effettuare il test perché pensano che una diagnosi di sieropositività sia una specie di condanna a morte: non è così! Vivere con l’HIV si può, ed è persino possibile vivere bene con il virus, basta “tenerlo a bada” con le terapie da subito, evitando che compia danni seri al nostro sistema immunitario.

In secondo luogo, sapere di avere l’HIV può aiutare a evitare di trasmetterlo ad altri: subito dopo essere stati infettati con l’HIV, il virus si moltiplica rapidamente in maniera esponenziale per diverse settimane; in questo periodo la probabilità di trasmettere l’infezione se si hanno comportamenti a rischio è molto più alta del normale. Quindi se si ha un comportamento a rischio, è bene porre la massima attenzione a non averne ancora prima di avere il risultato del test.

Cosa devo fare se il mio test risulta positivo?
Una delle prime cose che dovresti fare dopo aver ricevuto un esito positivo è quella di recarti in un Centro Clinico con un reparto di Malattie Infettive, per una prima visita specialistica. Le persone con HIV sia sintomatiche che asintomatiche vengono seguite interamente a livello ambulatoriale ospedaliero sia per quanto riguarda gli esami diagnostici che le infezioni opportunistiche e la eventuale terapia antiretrovirale. Questa patologia ti dà diritto ad avere una esenzione totale dal ticket che ti permetterà di eseguire, gratuitamente, tutti i controlli e gli esami diagnostici riconducibili ad essa.

Se il mio test risulta positivo lo devo comunicare ?

Le informazioni relative alla salute di una persona sono considerate “sensibili” in termini di tutela della privacy: chi vive con l’HIV, quindi, ha il diritto di decidere liberamente con chi parlare della propria condizione, finché non mette nessuno a rischio di trasmissione. Ad esempio, nessuno è obbligato a dirlo sul luogo di lavoro, a meno che la sua professione non lo metta in condizioni di potenzialmente trasmettere il virus a qualcun altro.
Devi sapere che non hai nessun vincolo legale che ti obblighi a comunicare la tua sieropositività ad altre persone (datore e colleghi di lavoro, autorità, medici).
La legge italiana attraverso la Legge 135/90,tutela inoltre il diritto alla riservatezza dei dati personali, cioè il diritto di ogni persona a non vedere diffuse informazioni che la riguardano. In particolare, medici e operatori sanitari, notai, avvocati, consulenti tecnici e operatori dei SerT sono tenuti ad osservare il segreto professionale anche verso i tuoi familiari.
Può capitare di desiderare di fare sesso con una persona alla quale non ci sente pronti a dire “Io ho l’HIV”. Occorre essere consapevoli che la legge prevede che se una persona che sa di avere l’HIV ha un rapporto non protetto con qualcuno a cui non dice della propria condizione di sieropositività, rischia di essere incriminato per lesioni (nel caso in cui trasmetta l’infezione al partner) o di tentate lesioni (se la trasmissione dell’infezione non avviene). Per questo, ma anche e soprattutto per non mettere a rischio la salute di nessuno, se non si vuole comunicare alla persona con cui si sta per fare sesso il proprio stato e se questa non fa il primo passo per ricorrere all’uso del preservativo o per impiegare tutte gli altri accorgimenti, è bene che sia chi sa di avere l’HIV a suggerire questi comportamenti o a pretenderne l’uso se il/la partner dovesse rifiutarsi.

Se il mio test per l’HIV è negativo, vuol dire che anche il mio partner o la mia patner è HIV è negativo?
No. Il test HIV rivela lo stato attuale solo della persona che ha effettuato il test. Il virus dell’ HIV non viene necessariamente trasmesso ogni volta che c’è una esposizione, quindi non da alcuna informazione in merito al partner.

CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA: LA “PILLOLA DEL GIORNO DOPO”

CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA: LA “PILLOLA DEL GIORNO DOPO”

Paura di aver commesso un errore? Il profilattico si è rotto? Non disperarti, si può correre ai ripari grazie alla contraccezione d’emergenza, purché ci si ricordi di farlo nei tempi e modi giusti. Si deve considerare l’assunzione di questi farmaci come del tutto occasionale e sporadica, da utilizzare solo in caso di effettiva emergenza.

La contraccezione d’emergenza non è destinata a sostituirsi alla contraccezione convenzionale!!

In Italia sono in commercio due tipi di contraccezione d’emergenza:
Quella che agisce fino a 72 ore (3 giorni) dopo il rapporto, detta pillola del giorno dopo
Quella che agisce fino a 120 ore (5 giorni) dopo il rapporto, detta anche pillola dei 5 giorni dopo
Anche se sono ormai entrate nell’uso comune, le definizioni “pillola del giorno dopo” e “pillola dei cinque giorni dopo” non sono corrette, in quanto vanno assunte il prima possibile dopo il rapporto “a rischio di gravidanza”; per questo motivo, infatti, oggi si preferisce ad usare le definizioni “contraccezione d’emergenza” o “contraccezione di scorta”.
I due farmaci agiscono spostando l’ovulazione in avanti di qualche giorno, consentendo così al cosiddetto rapporto a rischio di non essere fecondante. Tuttavia mentre la pillola che agisce fino a 72 ore dopo il rapporto, non è in grado di bloccare il processo che porta all’ovulazione quando questo sia già iniziato, quella che agisce fino a 120 ore (5 giorni) è in grado di far slittare l’ovulazione anche quando il processo che porta all’ovulazione è già in corso. In ogni caso vale sempre la regola di assumerla il prima possibile perché l’efficacia è maggiore.
È bene sapere che:
– sebbene siano molto efficaci (dal 95% ad oltre il 99%), non prevengono la gravidanza in ogni circostanza
– la tollerabilità della pillola dei cinque giorni dopo e della pillola del giorno dopo è equivalente e sono comunque ben tollerate
– se l’impianto di una gravidanza è già avvenuto la pillola del giorno dopo non è efficace per interrompere una gravidanza iniziata, anche se da poco tempo. Per questo motivo è considerato un metodo contraccettivo e non abortivo poiché previene la gravidanza ma non la interrompe
– non possono essere usate come contraccettivo abituale
– non sono efficaci su eventuali rapporti sessuali non protetti avvenuti dopo l’assunzione
– come per la pillola, classicamente intesa, esistono alcuni farmaci che possono interagire con le pillole contraccettive d’emergenza, tra questi: alcuni medicinali usati per trattare l’epilessia,  per il trattamento delle infezioni da HIV, per il trattamento di alcune infezioni batteriche e le preparazioni a base di piante medicinali contenenti Erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum).

Lo sapevi che…..

È bene considerare a rischio qualunque rapporto non protetto indipendentemente dal giorno del  ciclo

Dal 4 marzo 2016 le ragazze maggiorenni possono acquistare direttamente in farmacia la contraccezione d’emergenza senza necessità di ricetta medica. Le ragazze minorenni devono invece recarsi dal medico per la prescrizione. Ci si può rivolgere al medico curante, al ginecologo o al consultorio di zona; quando i consultori sono chiusi, in guardia medica o al pronto soccorso dell’ospedale. Il personale è tenuto al segreto professionale e deve essere considerata una prescrizione d’urgenza poiché il ritardo espone ad un rischio maggiore di gravidanza indesiderata. La visita ginecologica non è obbligatoria.
In seguito all’assunzione della pillola del giorno dopo  si possono avere delle alterazioni della durata e del flusso delle mestruazioni. La contraccezione d’emergenza comporta delle modificazioni ormonali che influiscono sull’andamento del ciclo e possono dare perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra. Nel giro di poco tempo, generalmente in un paio di mesi,  il ciclo torna a normalizzarsi
La contraccezione d’emergenza è in genere ben tollerata. Gli eventuali effetti collaterali (nausea, vomito, dolori addominali, mal di testa) sono transitori e di lieve entità

Sapere che esiste un paracadute che permetta di non schiantarsi a terra è sicuramente rassicurante visto che un imprevisto può capitare a tutti, ma è bene approcciarsi al sesso sempre in modo consapevole e responsabile, solo così ha senso utilizzare questo metodo, che è e deve restare occasionale.